Antico
centro frentano, una volta denominato Histonium, fu fortificato dai romani.
Al temmpo della guerra civile, nel 88 a.C., si chierò con Mario e
fu assediata ed espugnata da Silla, che la privò della cittadinanza
romana, smantellandone completamente le mura. Il periodo buio durò
solo 10 anni; con la morte di Silla, Vasto recuperò i privilegi persi
e, grazie all'intensa attività del suo porto "La Buca",
prosperò sviluppando i commerci nel bacino dell'Adriatico.
Pestilenze (79 d.C.) e calamità naturali caratterizzano periodi di
appannamento dell'antica Histonium. Con Augusto e successivamente nel 410
con la discesa di Aleramo in Italia, l'importanza e la floridità
di Vasto incominciano un lento declino, culminante nell'802 con l'assalto
di Aymone di Dordona, che, alla testa di soldatesche di Pipino il Breve,
la distrusse.
Successivamente
fu ricostruita sempre da Aymone, in quanto la città gli venne assegnata
in gastaldato, e assunse il nome di "Guasto" (modificato nel
tempo in Vasto per la pronuncia teutonica che legge "gu" in
"w").
Fino a tutto il XV secolo, è un continuo susseguirsi di feudatari
e di incursioni di saraceni, ungari, crociati e veneziani nel 1240, fino
al 1497, quando la famiglia dei marchesi D'Avalos, con Innico, rientra
in possesso della città. Questo legame durerà fino al 1798,
nel marchesato unito di Pescara e Vasto. Sono di questo periodo la costruzione
di numerosi conventi e la loro successiva distruzione nel 1566 nell'incursione
di Pialy Pascia, che mise a ferro e fuoco la città distruggendo
ben 160 edifici. Nel 1590, un orda di seicento banditi romani penetrarono
in città e rapirono per chiederne il riscatto la nobiltà
e la borghesia vastese.
Michelangelo
D'Avalos nel '600 diede lustro alla città con la costruzione di
numerosi palazzi che però portarono in rovina casata e Vasto stessa.
Fedele agli spagnoli, obbedì a Carlo III° imperatore d'Austria,
che nel 1707 conquistò le province napoletane; successivamente,
si sottomise a Carlo Borbone, quando nel 1734 divenne Re delle due Sicilie.
Contro i francesi, che avevano conquistato Napoli nel 1798, Vasto insorse
un anno dopo e per 20 giorni in città regnò l'anarchia.
I francesi ristabilirono l'ordine, ma poco dopo, il congresso di Vienna
riapre le porte ai Borboni, che vi rimangono fino al 1860, l'anno della
spedizione dei mille di Garibaldi.
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